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  • Il lavoro e le parole. Un convegno “urgente” sul lavoro

    Il lavoro e le parole. Un convegno

     

     

    Parlare di lavoro, oggi, in Italia. Una delle tematiche più urgenti ma anche  quelle dove più forte è la mancanza di referenti autorevoli a cui rivolgersi. La crisi della politica, la crisi delle organizzazioni sindacali, la pesante crisi culturale e morale che il nostro paese attraversa da ormai troppi anni, rende questo argomento urgentemente drammatico e nello stesso tempo uno degli argomenti più elusi, o, talvolta, affrontati in modo episodico, sollecitati dall’emergenza. Basta pensare al caso di Pomigliano, sotto gli occhi di tutti in questi giorni.

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  • Guardistallo, gli studenti premiati del concorso dell’ISTORECO e dell’ANPI di Livorno

    Guardistallo, gli studenti premiati del concorso dell'ISTORECO e dell'ANPI di Livorno

       Lunedì 31 maggio 2010 nell’aula magna dell’ISIS “Niccolini-Palli” di Livorno, si è svolta la premiazione del concorso A settan’tanni dalla promulgazione delle leggi razziali, il razzismo è solo un problema storico?  promosso dall’ISTORECO di Livorno e dall’A.N.P.I. di Livorno in occasione delle attività previste dalla legge 211/2000 istitutiva del Giorno della Memoria.

       La premiazione è stata il punto di arrivo di un lungo percorso che ha visto impegnati cinque istituti superiori della provincia di Livorno: Isis Niccolini-Palli, Liceo Scientifico “Enriques” e Istituto Nautico “Cappellini”di Livorno;  Isis “Mattei” di Rosignano, Isis “Foresi” di Portoferraio.

    (continua…)

  • La premiazione del concorso sul razzismo.

    La premiazione del concorso sul razzismo.

    L’Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea nella provincia di Livorno lunedì 31 maggio presso l’Aula Magna dell’ISIS Niccolini Palli di Livorno, a conclusione del concorso dal titolo A settan’tanni dalla promulgazione delle leggi razziali, il razzismo è solo un problema storico? ha svolto la premiazione dei lavori presentati, alla presenza delle scuole partecipanti, dell’ANPI e dell’Istituto Storico della Resistenza e della società contemporanea nella provincia di Livorno.

    Nell’occasione, oltre alla proclamazione dei vincitori, è stata rilasciata ai docenti e agli studenti che hanno partecipato una pergamena, sia come ricordo dell’iniziativa, che per l’impegno profuso e l’elevata qualità riscontrata in tutti gli elaborati presentati.

    I vincitori hanno ottenuto una gita di un giorno a Guardistallo (Li) il 5 giugno 2010.

    Di seguito l’elenco delle scuole che hanno partecipato:

    Primo classificato: Clarissa Terreni, Carolina Bacci e Cecilia Bertini della classe 2°A Liceo scientifico “F. Enriques” di Livorno

    Con ritmo di musiche e immagini crescente e coinvolgente, questo lavoro mette in luce l’ escalation razzista fino alle conseguenze estreme della “soluzione finale” e ha la capacità di evidenziare la pericolosità di certe concezioni anche rispetto alla realtà attuale. Di grande pregio il montaggio dell’ elaborato presentato.

    Secondo classificato: ISIS “Niccolini-Palli” di Livorno

    Il primo lavoro contiene una dettagliata esplorazione all’ interno delle teorie filosofiche che stanno alla base del razzismo. Nel secondo elaborato si apprezza l’ analisi delle leggi razziali, del Manifesto della razza e, in particolare, del concetto di meticciato. Il lavoro mette in luce senza reticenze la colpevolezza e la compartecipazione degli italiani alla genesi e all’ applicazione delle leggi razziali senza risparmiare critiche a una certa tardiva e superficiale storiografia.

    Terzo classificato: Liceo scientifico “F. Enriques” di Livorno classe 5° G

    L’ elaborato si distingue per un’ ottima capacità di indagine sull’ attualità del razzismo, calata nel contesto locale ed esprime chiaramente le implicazioni che il fenomeno comporta. Di particolare pregio la scelta di rivolgersi a giovani ponendo loro domande dirette ed esplicite. La presentazione utilizza brillantemente le risorse multimediali.

    I.T.N. “Cappellini” di Livorno

    L’ inquadramento storico-sociale dell’ immigrazione in Irlanda e a Malta denota capacità di ricerca di buon livello e un tentativo di comprendere alla radice il fenomeno del razzismo in modo rigoroso.

    Rosanna Mazzi (ex Liceo scientifico “F. Enriques”)

    Buona la ricerca storiografica e delle fonti conoscitive. Fra queste, le testimonianze di alcuni livornesi deportati , che hanno trascorso parte della loro vita a raccontare le sofferenze vissute.

    Liceo scientifico “F. Enriques” di Livorno classe 4° I

    Accanto a una ottima scelta iconografica e a una colonna sonora coinvolgente, l’ elaborato si apprezza anche per un aggancio diretto alla realtà di oggi. Evidenzia inoltre profonde contraddizioni fra un presunto comune sentire degli italiani e concreti comportamenti che mortificano i diritti di molti.

    ISIS “Mattei” di Rosignano

    Il lavoro si compone di una produzione assai variegata, caratterizzata da pregevoli approcci multidisciplinari.

    ISIS “Foresi” di Portoferraio

    Particolarmente apprezzabile e originale l’ utilizzo del verso e della poesia, nello specifico di quella di origine giapponese (il tanka), per descrivere il fenomeno del razzismo. Importante la sottolineatura delle diverse forme del razzismo, anche nei confronti di abitudini sessuali differenti dalla maggioranza.

  • FILI RESISTENTI: un progetto per festeggiare e ricordare il 25 aprile

    FILI RESISTENTI: un progetto per festeggiare e ricordare il 25 aprile

    Oggi è un mese che è andata in scena la seconda edizione di Fili Resistenti, l’iniziativa promossa dall’ISTORECO in collaborazione con la compagnia Edgarluve. Scriviamo dopo un mese perchè Fili Resistenti è un progetto che non finisce con il 25 aprile di ogni anno e perchè è una riflessione sulla nostra condizione politica e culturale quotidiana che attraversa tutto l’anno e ogni 25 aprile trova la sua messa in scena di festa, riflessione e promozione culturale.

    Abbiamo deciso dunque di scrivere questo breve articolo per spiegare cosa è Fili Resistenti e su cosa ha deciso di lavorare quest’anno, anche per dare il senso della prospettiva e delle prossime progettualità.

    FILI RESISTENTI

    E’ un progetto voluto, promosso e finanziato  dall’Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea in collaborazione con la Compagnia Edgarluve. Si tratta di uno spettacolo teatrale che cerca di comunicare la memoria storica della Resistenza e  festeggiare la Liberazione con mezzi e linguaggi capaci di aprire la città ad una partecipazione vissuta come una festa, capace di parlare alle generazioni più giovani coinvolgendo le scuole e usando le piazze come palcoscenico naturale.

    Fili Resistenti è anche una condizione, quella che oggi ci vede attaccati ad un intreccio di fili sottili ma che tenacemente tutti insieme non vogliamo rompere, che resistono ai continui attacchi di tutti coloro che vogliano cancellare questa Festa e tutto ciò che essa rappresenta. Fili resistenti è un modo di vivere e di pensare che la memoria è qualcosa di più del solo ricordo, è qualcosa che costruisce le condizioni per un futuro diverso,  un futuro che ci ostiniamo a desiderare migliore.

    Quest’anno Fili Resistenti ha messo in scena la storia di Dietrich Bonhoeffer, teologo cristiano che si oppose al nazismo, e che prese parte attiva alla congiura contro Hitler.

    Lo spettacolo ha cercato di cogliere gli aspetti e le suggestioni che legano quella storia a questo nostro presente, quegli aspetti che ce la rendono, a distanza di anni, ancora fortemente contemporanea.

    Fili Resistenti si inserisce all’interno delle celebrazioni cittadine per il 25 aprile, anniversario della Liberazione d’Italia dal Nazi-fascismo.

    La scelta di lavorare su questa figura cristiana è nata dall’esisgenza di costruire drammaturgicamente e scenicamente un contrasto forte tra l’uso della violenza come scelta di contrapposizione ad una periodo di barbarie e di aberrazione di qualsiasi principio di umanità, il nazismo.

    Bonhoeffer incarna questo segno, la sua figura di grande spessore umano ma anche dotata di un grande senso pratico, pragmatico mettono insieme una contraddizione interessante quella della sacralità e del senso della sofferenza con la scelta di reagire entrando in conflitto con se stessi e con i precetti della propria fede.

    Lo spettacolo  si sviluppa lungo su un perimetro rettangolare di pedane, che rappresentano il percorso del teologo verso la morte, dunque una via crucis moderna e caratterizzata da molte stazioni lungo le quali si snodano e si raccontano i momenti più significativi che precedono la congiura e poi la morte del teologo.

    Si è scelto inoltre di lavorare su un’altra parte della resistenza al nazi-fascismo, quella tedesca, per dare un senso di una complessità e di estensione del fenomeno della resistenza a tutta ’Europa.

    Dietrich Bonhoeffer – Cenni biografici.

    Lo spettacolo di Fili Resistenti 2010, si è ispirato alla vita di Dietrich Bonhoeffer e alla sua partecipazione alla congiura contro Hitler.

    Figlio di un eminente psichiatra di origine berlinese e di una insegnante, Bonhoeffer nacque a Breslavia, l’attuale Wroclaw, in Polonia, da una famiglia dell’alta borghesia molto in vista, con relazioni anche col mondo politico e culturale.

    Studiò teologia a  Berlino , dove conseguì, nel 1927 a soli 21 anni, il dottorato, difendendo una tesi in  ecclesiologia sulla Comunione dei Santi (“Sanctorum Communio”, pubblicato nel   1930).

    Per la sua formazione spirituale risultarono fondamentali i suoi numerosi soggiorni all’estero: prestò dapprima servizio pastorale presso la chiesa luterana delle comunità tedesca di  HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Barcellona” \o “Barcellona” Barcellona e, nel  HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/1929″ \o “1929″ 1929, si trasferì a  HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/New_York” \o “New York” New York, per specializzarsi all’Union Theological Seminary (della confessione  HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Metodisti” \o “Metodisti” metodista), dove iniziò a frequentare le chiese della comunità afro-americana nel quartiere di Harlem; nel  HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/1930″ \o “1930″ 1930 si spostò a  HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Londra” \o “Londra” Londra: qui iniziò un rapporto epistolare con  HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Mahatma_Gandhi” \o “Mahatma Gandhi” Gandhi, che sognò sempre di incontrare, senza mai riuscirci.

    Tornò in Germania nel  HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/1931″ \o “1931″ 1931 per dedicarsi all’insegnamento presso l’ HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Universit%C3%A0_di_Berlino” \o “Università di Berlino” Università di Berlino. Iniziò anche la sua opposizione attiva al nuovo regime nazista. Appena due giorni dopo la presa del potere di Hitler, dovette tenere una conferenza via etere (dai microfoni della Berliner Funkstunde) sull’idea di Fuhrer. In essa diceva che se il capo «permette al seguace che questi faccia di lui il suo idolo, allora la figura del capo si trasforma in quella di corruttore… Il capo e la funzione che divinizzano se stessi scherniscono Dio».

    Bonhoeffer fu intensivamente iniziato ai piani della congiura — senza esito — del gruppo Oster, Dohnanyi, Müller, che volevano fermare Hitler prima dell’apertura alla guerra sul fronte occidentale. Qualche tempo dopo subì, da parte della Gestapo, una razzia durante un raduno giovanile in cui teneva un corso biblico per studenti. Gli fu vietato di parlare a causa della sua “attività di disturbo per il popolo” e gli fu intimato di presentarsi regolarmente presso la stazione di polizia.

    Col fratello Klaus e il cognato Hans von Dohnani, entrò in contatto con l’ammiraglio  HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Wilhelm_Canaris” \o “Wilhelm Canaris” Wilhelm Canaris, capo del servizio segreto militare ( HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Abwehr” \o “Abwehr” Abwehr), che con altri ufficiali stava organizzando una congiura per assassinare  HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Adolf_Hitler” \o “Adolf Hitler” Hitler (il  HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Complotto_del_20_luglio” \o “Complotto del 20 luglio” putsch del 20 luglio 1944), ma il 5 aprile del  HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/1943″ \o “1943″ 1943 il capo del tribunale militare dr. Manfred Roeder e l’agente della  HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Gestapo” \o “Gestapo” Gestapo criminale Sonderegger lo arrestarono. La vita nella cella del carcere di Tegel, nei sobborghi di Berlino, fu all’inizio per Bonhoeffer un tormento. Soffriva dello stretto isolamento poiché ai guardiani era proibito parlare coi “politici”.

    La squadra della Gestapo per l’esecuzione della condanna tardava ad arrivare. Passarono giorni, settimane. In questo periodo prese in considerazione l’idea di fuggire dal carcere. Il suo guardiano, il sottufficiale Knobloch, un operaio di Berlino nord, aveva collaborato nel periodo di prigionia di Bonhoeffer, a far uscire la sua corrispondenza clandestina. Una settimana dopo però il fratello Klaus e Schleicher vennero arrestati a causa della loro partecipazione al complotto, così Bonhoeffer non dette seguito al suo piano di fuga per non compromettere ulteriormente il fratello e i parenti. Nel frattempo la Gestapo aveva trovato dei documenti della Abwehr che dimostravano la partecipazione alla congiura di Bonhoeffer fin dal  HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/1938″ \o “1938″ 1938. Hitler era fuori di sè. Revocò l’ordine di eliminazione immediata dei cospiratori al fine di accertare ulteriori ramificazioni. Questo spiega perché le esecuzioni furono rimandate per lungo tempo. Insieme ad altri congiurati, venne impiccato nel  HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Campo_di_concentramento_di_Flossenb%C3%BCrg” \o “Campo di concentramento di Flossenbürg” campo di concentramento di Flossenbürg all’alba del 9 aprile 1945, pochi giorni prima della fine della guerra.

    Di seguito la scheda e i crediti dello spettacolo:

    FILI RESISTENTI

    Uno spettacolo teatrale per festeggiare il 25 aprile, giorno della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo

    Progetto promosso e finanziato dall’Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea nella Provincia di Livorno.

    Realizzazione a cura della Compagnia Edgarluve

    Con il contributo e la collaborazione di: Provincia di Livorno, Comune di Livorno, Istituto Superiore di Studi Musicali “P. Mascagni”, A.T.L.

    Ideazione e regia Maila Nosiglia e Alessio Traversi.

    Con Marco Cioni, Dario Monticelli, Marco Bruciati, Angela Campodonico, Cappella Vittorio, Marialucia Di Diego, Chiara Monti, ELisa Pintaldi, Vincent Voliani, Cristina Roque, Biagi Gabriele, Giulio Angella, Gabriele Ungarelli, Carolina Domenici.

    Coordinamento musicale, Emiliano Nigi.

    Video, Eva Dal Canto.

    Organizzazione, Federico Bernini

    Con la partecipazione di alcuni musicisti dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “P. Mascagni”.

  • Il razzismo è solo un problema storico ?

    Il razzismo è solo un problema storico ?

    29 gennaio 2009 ore 9.00 – 13.00

    Museo di Storia Naturale, via Roma 234 - Livorno

     

    “A settant’anni dalle leggi razziali, il razzismo è solo un problema storico?”

     

    Saluti delle Autorità

     

    Presiede Laura Bandini, Presidente Istoreco

    Saranno presenti:

    Vannino Chiti, Vicepresidente del Senato della Repubblica,

    Marcello Buiatti Coordinatore degli scienziati che hanno sottoscritto il Manifesto antirazzista della Regione Toscana,

    Paolo Cocchi, Assessore alla Cultura della Regione Toscana

     

    Verranno presentati i lavori delle scuole che hanno partecipato al Concorso indetto da Anpi e Istituto storico della resistenza e della società contemporanea nella provincia di Livorno

     

    Liceo “Enriques”, Livorno

    Istituto Nautico “Cappellini”, Livorno

    Isis “Niccolini-Palli” , Livorno

    Isis “Mattei”, Rosignano

    Liceo “Foresi”, Portoferraio

  • La Resistenza dimenticata

    La Resistenza dimenticata

     

    Lunedì 25 gennaio

    alle ore 16

    presso l’Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea

    in via Marradi 116

     

    presentazione del libro

     

    La Resistenza dimenticata

    I militari italiani nei lager del Terzo Reich

     

    Catia Sonetti (ISTORECO) ed Emanuele Cocchella (ANPI)

    ne parlano con l’autore

     

    amm. Luigi Donolo

     

    Coordina il dott. Paolo Castignoli

     

    Nell’occasione sarà inaugurata una scultura di Danilo Orsolini   

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Ilio Barontini

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