FILI RESISTENTI: un progetto per festeggiare e ricordare il 25 aprile

FILI RESISTENTI: un progetto per festeggiare e ricordare il 25 aprile

Oggi è un mese che è andata in scena la seconda edizione di Fili Resistenti, l’iniziativa promossa dall’ISTORECO in collaborazione con la compagnia Edgarluve. Scriviamo dopo un mese perchè Fili Resistenti è un progetto che non finisce con il 25 aprile di ogni anno e perchè è una riflessione sulla nostra condizione politica e culturale quotidiana che attraversa tutto l’anno e ogni 25 aprile trova la sua messa in scena di festa, riflessione e promozione culturale.

Abbiamo deciso dunque di scrivere questo breve articolo per spiegare cosa è Fili Resistenti e su cosa ha deciso di lavorare quest’anno, anche per dare il senso della prospettiva e delle prossime progettualità.

FILI RESISTENTI

E’ un progetto voluto, promosso e finanziato  dall’Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea in collaborazione con la Compagnia Edgarluve. Si tratta di uno spettacolo teatrale che cerca di comunicare la memoria storica della Resistenza e  festeggiare la Liberazione con mezzi e linguaggi capaci di aprire la città ad una partecipazione vissuta come una festa, capace di parlare alle generazioni più giovani coinvolgendo le scuole e usando le piazze come palcoscenico naturale.

Fili Resistenti è anche una condizione, quella che oggi ci vede attaccati ad un intreccio di fili sottili ma che tenacemente tutti insieme non vogliamo rompere, che resistono ai continui attacchi di tutti coloro che vogliano cancellare questa Festa e tutto ciò che essa rappresenta. Fili resistenti è un modo di vivere e di pensare che la memoria è qualcosa di più del solo ricordo, è qualcosa che costruisce le condizioni per un futuro diverso,  un futuro che ci ostiniamo a desiderare migliore.

Quest’anno Fili Resistenti ha messo in scena la storia di Dietrich Bonhoeffer, teologo cristiano che si oppose al nazismo, e che prese parte attiva alla congiura contro Hitler.

Lo spettacolo ha cercato di cogliere gli aspetti e le suggestioni che legano quella storia a questo nostro presente, quegli aspetti che ce la rendono, a distanza di anni, ancora fortemente contemporanea.

Fili Resistenti si inserisce all’interno delle celebrazioni cittadine per il 25 aprile, anniversario della Liberazione d’Italia dal Nazi-fascismo.

La scelta di lavorare su questa figura cristiana è nata dall’esisgenza di costruire drammaturgicamente e scenicamente un contrasto forte tra l’uso della violenza come scelta di contrapposizione ad una periodo di barbarie e di aberrazione di qualsiasi principio di umanità, il nazismo.

Bonhoeffer incarna questo segno, la sua figura di grande spessore umano ma anche dotata di un grande senso pratico, pragmatico mettono insieme una contraddizione interessante quella della sacralità e del senso della sofferenza con la scelta di reagire entrando in conflitto con se stessi e con i precetti della propria fede.

Lo spettacolo  si sviluppa lungo su un perimetro rettangolare di pedane, che rappresentano il percorso del teologo verso la morte, dunque una via crucis moderna e caratterizzata da molte stazioni lungo le quali si snodano e si raccontano i momenti più significativi che precedono la congiura e poi la morte del teologo.

Si è scelto inoltre di lavorare su un’altra parte della resistenza al nazi-fascismo, quella tedesca, per dare un senso di una complessità e di estensione del fenomeno della resistenza a tutta ’Europa.

Dietrich Bonhoeffer – Cenni biografici.

Lo spettacolo di Fili Resistenti 2010, si è ispirato alla vita di Dietrich Bonhoeffer e alla sua partecipazione alla congiura contro Hitler.

Figlio di un eminente psichiatra di origine berlinese e di una insegnante, Bonhoeffer nacque a Breslavia, l’attuale Wroclaw, in Polonia, da una famiglia dell’alta borghesia molto in vista, con relazioni anche col mondo politico e culturale.

Studiò teologia a  Berlino , dove conseguì, nel 1927 a soli 21 anni, il dottorato, difendendo una tesi in  ecclesiologia sulla Comunione dei Santi (“Sanctorum Communio”, pubblicato nel   1930).

Per la sua formazione spirituale risultarono fondamentali i suoi numerosi soggiorni all’estero: prestò dapprima servizio pastorale presso la chiesa luterana delle comunità tedesca di  HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Barcellona” \o “Barcellona” Barcellona e, nel  HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/1929″ \o “1929″ 1929, si trasferì a  HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/New_York” \o “New York” New York, per specializzarsi all’Union Theological Seminary (della confessione  HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Metodisti” \o “Metodisti” metodista), dove iniziò a frequentare le chiese della comunità afro-americana nel quartiere di Harlem; nel  HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/1930″ \o “1930″ 1930 si spostò a  HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Londra” \o “Londra” Londra: qui iniziò un rapporto epistolare con  HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Mahatma_Gandhi” \o “Mahatma Gandhi” Gandhi, che sognò sempre di incontrare, senza mai riuscirci.

Tornò in Germania nel  HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/1931″ \o “1931″ 1931 per dedicarsi all’insegnamento presso l’ HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Universit%C3%A0_di_Berlino” \o “Università di Berlino” Università di Berlino. Iniziò anche la sua opposizione attiva al nuovo regime nazista. Appena due giorni dopo la presa del potere di Hitler, dovette tenere una conferenza via etere (dai microfoni della Berliner Funkstunde) sull’idea di Fuhrer. In essa diceva che se il capo «permette al seguace che questi faccia di lui il suo idolo, allora la figura del capo si trasforma in quella di corruttore… Il capo e la funzione che divinizzano se stessi scherniscono Dio».

Bonhoeffer fu intensivamente iniziato ai piani della congiura — senza esito — del gruppo Oster, Dohnanyi, Müller, che volevano fermare Hitler prima dell’apertura alla guerra sul fronte occidentale. Qualche tempo dopo subì, da parte della Gestapo, una razzia durante un raduno giovanile in cui teneva un corso biblico per studenti. Gli fu vietato di parlare a causa della sua “attività di disturbo per il popolo” e gli fu intimato di presentarsi regolarmente presso la stazione di polizia.

Col fratello Klaus e il cognato Hans von Dohnani, entrò in contatto con l’ammiraglio  HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Wilhelm_Canaris” \o “Wilhelm Canaris” Wilhelm Canaris, capo del servizio segreto militare ( HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Abwehr” \o “Abwehr” Abwehr), che con altri ufficiali stava organizzando una congiura per assassinare  HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Adolf_Hitler” \o “Adolf Hitler” Hitler (il  HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Complotto_del_20_luglio” \o “Complotto del 20 luglio” putsch del 20 luglio 1944), ma il 5 aprile del  HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/1943″ \o “1943″ 1943 il capo del tribunale militare dr. Manfred Roeder e l’agente della  HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Gestapo” \o “Gestapo” Gestapo criminale Sonderegger lo arrestarono. La vita nella cella del carcere di Tegel, nei sobborghi di Berlino, fu all’inizio per Bonhoeffer un tormento. Soffriva dello stretto isolamento poiché ai guardiani era proibito parlare coi “politici”.

La squadra della Gestapo per l’esecuzione della condanna tardava ad arrivare. Passarono giorni, settimane. In questo periodo prese in considerazione l’idea di fuggire dal carcere. Il suo guardiano, il sottufficiale Knobloch, un operaio di Berlino nord, aveva collaborato nel periodo di prigionia di Bonhoeffer, a far uscire la sua corrispondenza clandestina. Una settimana dopo però il fratello Klaus e Schleicher vennero arrestati a causa della loro partecipazione al complotto, così Bonhoeffer non dette seguito al suo piano di fuga per non compromettere ulteriormente il fratello e i parenti. Nel frattempo la Gestapo aveva trovato dei documenti della Abwehr che dimostravano la partecipazione alla congiura di Bonhoeffer fin dal  HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/1938″ \o “1938″ 1938. Hitler era fuori di sè. Revocò l’ordine di eliminazione immediata dei cospiratori al fine di accertare ulteriori ramificazioni. Questo spiega perché le esecuzioni furono rimandate per lungo tempo. Insieme ad altri congiurati, venne impiccato nel  HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Campo_di_concentramento_di_Flossenb%C3%BCrg” \o “Campo di concentramento di Flossenbürg” campo di concentramento di Flossenbürg all’alba del 9 aprile 1945, pochi giorni prima della fine della guerra.

Di seguito la scheda e i crediti dello spettacolo:

FILI RESISTENTI

Uno spettacolo teatrale per festeggiare il 25 aprile, giorno della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo

Progetto promosso e finanziato dall’Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea nella Provincia di Livorno.

Realizzazione a cura della Compagnia Edgarluve

Con il contributo e la collaborazione di: Provincia di Livorno, Comune di Livorno, Istituto Superiore di Studi Musicali “P. Mascagni”, A.T.L.

Ideazione e regia Maila Nosiglia e Alessio Traversi.

Con Marco Cioni, Dario Monticelli, Marco Bruciati, Angela Campodonico, Cappella Vittorio, Marialucia Di Diego, Chiara Monti, ELisa Pintaldi, Vincent Voliani, Cristina Roque, Biagi Gabriele, Giulio Angella, Gabriele Ungarelli, Carolina Domenici.

Coordinamento musicale, Emiliano Nigi.

Video, Eva Dal Canto.

Organizzazione, Federico Bernini

Con la partecipazione di alcuni musicisti dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “P. Mascagni”.

News

  • Avanti popolo: il PCI nella storia d’Italia

    Avanti popolo: il PCI nella storia d'Italia

    La Fondazione Istituto Gramsci, la Fondazione Cespe-Centro Studi di Politica Economica,
    l’Istituto Gramsci Toscana, l’Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea nella Provincia di Livorno,
    il Comune di Livorno e la Regione Toscana hanno il piacere di invitarla all’inaugurazione
    della mostra “il PCI nella storia d’Italia 1921-1991”
    che si terrà a Livorno, sabato 26 marzo 2011 dalle ore 16.00 alle ore 19
    presso i Bottini dell’Olio, viale Caprera.
    ore 17.30
    Il Partito Comunista Italiano tra storia e memoria
    parteciperanno:
    Michele Ventura
    Giovanni Gozzini
    Silvio Pons

    La mostra rimarrà aperta fino al 10 aprile tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 19.

    Di seguito alcuni degli eventi che caratterizzeranno la mostra nel corso della sua esposizione a Livorno:

    Recital di Cosimo Cinieri
    “Lettere dal carcere di Antonio Gramsci”
    regia di Irma I. Palazzo
    Domenica 27 marzo ore 17,00, Bottini dell’Olio, Viale Caprera;

    giovedì 31 marzo ore 17
    La trasformazione dell’Italia nel secondo dopoguerra.
    Incontro con Ermanno Taviani, Paolo De Simonis, Giancarlo Falco

    Il Pci nella satira
    Sergio Staino, Oriano Niccolai, Gianni Cuperlo
    Sabato 2 aprile, ore 17,00, Bottini dell’Olio, Viale Caprera

    Martedì 5 aprile, ore 17
    Il più grande sindacato italiano e i suoi rapporti con il PCI
    Incontro con Stefano Musso, Maria Luisa Righi, Alessio Gramolati. Coordina Catia SOnetti

    Proiezione del film
    Anch’io ero comunista”
    e incontro con il regista, Mimmo Calopresti e Serafino Fasulo
    Sala Kino Dessé
    Giovedì 7 aprile ore 17,00, Sala Kino Dessé, Via dell’Angiolo 19

    Venerdì 8 aprile, ore 17
    I “rossi” amministrano la Toscana
    Incontro con Marco Mannucci, Claudio Martini, Enrico Rossi. Coordina Vittorio Cioni

    Domenica 10 apriile, ore 17
    Il ruolo delle donne nei cambiamenti culturali e nelle scelte politiche del PCI.
    Incontro con Lucia Motti, Marisa Rodano, Vittoria Franco.
    Coordina Laura Bandini

  • Giorno del ricordo 2011

    Giorno del ricordo 2011

    ….siamo partiti su una nave....” è il titolo che quest’anno l’Istituto Stroico della Resistenza e della Società Contemporanea nella Provincia di Livorno ha dato all’iniziativa per il Giorno del ricordo 2011.

    L’iniziativa realizzata con il sostegno della Provincia e del Comune di Livorno rappresenta un modo per discutere e riflettere su un pezzo di storia italiana ed europea che troppo spesso è stata preda delle banalizzazioni e delle interpretazioni ideologiche e prive di fondamento storico.

    La questione dell’esodo istriano-dalmata oltre a evocare strani fantasmi e meccanismi di rimozione è diventato oggetto di strumentalizzazioni che necessariamente devono essere riportate all’interno di un dibattito storico e fondato.

    Con questo spirito anche quest’anno l’ISTORECO ha voluto organizzare un momento di riflessione comune a cui invita tutta la comunità cittadina.

    Giovedì 10 febbraio

    ore 16.30

    Palazzo Granducale
    P.zza del Municipio, 4

    Saluti delle autorità

    Coordina:
    Catia Sonetti
    Direttore ISTORECO Livorno

    Intervento di
    Enrico Miletto
    Istituto Storico di Torino

  • Il programma delle iniziative per il Giorno della Memoria 2011.

    Il programma delle iniziative per il Giorno della Memoria 2011.

    Pubblichiamo il programma delle iniziative che si svolgeranno nel mese di gennaio sia a Livorno che in Provincia in occasione della Giornata della Memoria.
    (continua…)

Ilio Barontini

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