
Legami di legno e fiabe.
E’ questo il titolo del progetto promosso dall’Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea di Livorno e dal Comune di Sassetta (LI).
Il progetto si inserisce all’interno delle attività educative promosse dall’istituto e attraverso l’uso della fiaba ricostruisce un pezzo di storia significativo del territorio di Sassetta narrandone i cambiamenti culturali e sociali.
In questo quadro si inserisce anche una riflessione decisiva sul senso dell’integrazione e dei processi di inclusione sociale come strumenti non solo di affermazione dei diritti ma anche come reale opportunità di crescita.
Tutto questo filtrato e mediato dal linguaggio della fiaba, così da essere recepito dalle generazioni più giovani ma che più di altre si trovano a vivere contesti di multiculturalità.
Di seguito la fiaba e poi la presentazione del progetto.
Sassetta è un piccolo paesino in provincia di Livorno, un classico feudo toscano arroccato su un rilievo di marmo rosso. E’ un po’ il paesino che si immaginano gli stranieri quando pensano alla Toscana: architettura medievale, boschi a perdita d’occhio, e il mare a una manciata di kilometri. Ma, oltre a essere un posto bellissimo, è la sua storia recente che fa di Sassetta una realtà incredibilmente ricca dal punto di vista sociale e antropologico. A Sassetta, infatti, per molti secoli l’attività principale era stata quella del bosco. Gli uomini tagliavano la legna e facevano il carbone. Poi l’Italia cambiò. Visse il suo boom economico, e molti boscaioli scelsero la via dell’impiego in fabbrica. L’Ilva di Piombino, per esempio. Il paesino e i suoi boschi, così come molti altri, si spopolarono.
Poi, secondo la logica circolare e plurisecolare del continuo ‘andare e venire’ dei popoli, al posto dei tagliaboschi che se ne erano andati, altri ne arrivarono. Erano i primi anni novanta. Le aree balcaniche vivevano uno dei loro momenti più critici, e molti uomini, molte donne, decisero di partire. Alcuni di loro arrivarono proprio a Sassetta, dove il lavoro non mancava: i boschi da tagliare, appunto.
E così, il paese piccolo piccolo, il castello chiuso dalle sue antiche mura, si aprì al mondo, e ricominciò a vivere. Per diventare la Sassetta di oggi: una pacifica comunità multietnica, dove storie e vissuti vicini e lontani si sono intrecciati.
Presentazione del progetto.
Idealizzare o mitizzare una realtà come questa sarebbe sicuramente sciocco: Sassetta non è sicuramente l’unico posto in Italia dove persone con culture diverse sanno stare insieme. D’altro canto, però, l’Italia è di fatto un paese che ha recentemente rispolverato un razzismo becero e volgare, che trapela dal nostro modo di parlare, di fare il tifo allo stadio, di leggere le dinamiche economiche. Quindi, sarebbe molto sciocco anche sottovalutare un caso come quello di Sassetta, che ci dà se non altro la prova tangibile che l’intolleranza e la chiusura non sono ineluttabili, non sono genetici ma solo indotti. In altre parole, ci sembra importante poter imparare qualcosa , capire qualcosa, da un pezzettino di microstoria così ricco e prezioso.
Da questo rispettoso interesse nasce il progetto dell’Istoreco (Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea) di Livorno, dal titolo ‘Legami di legno e fiabe’, che si propone di lavorare con i membri della comunità sassetana partendo da un importante filo conduttore della loro storia, ovvero il bosco. Visto che ormai uomini e donne di Sassetta hanno imparato a condividere la gestione del potenziale economico della zona, o, in altre parole, a ‘scambiarsi il pane’, è forse giunto il momento di dare loro voce mentre si ‘scambiano le rose’. Fuori di metafora, il progetto si propone di costruire uno spazio culturale nel quale possano confluire le storie, le tradizioni, le memorie sul bosco raccontate dai sassetani di ieri e di oggi. Storie che, sicuramente, saranno piene di saggezza, e che, ancora una volta, ci permetteranno di scoprire che le paure, le speranze e le passioni degli uomini si assomigliano sempre un po’, anche se vengono da terre lontane.
Il progetto è stato presentato il 1 maggio scorso, nei boschi di Sassetta, nell’ambito della manifestazione ‘La via del carbone’, durante la quale, come ogni anno, sono state accese le carbonaie. Legami di legno e fiabe si sta attualmente sviluppando attraverso un costante lavoro con i bambini delle scuole sassetane, con le loro insegnanti e con le loro famiglie, per arrivare a coinvolgere potenzialmente tutta la comunità del territorio. La conclusione del lavoro dell’Istoreco vedrà la pubblicazione di un volume dedicato alle storie dei boschi di Sassetta, che sarà presentato nella primavera del 2011.
La Fondazione Istituto Gramsci, la Fondazione Cespe-Centro Studi di Politica Economica,
l’Istituto Gramsci Toscana, l’Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea nella Provincia di Livorno,
il Comune di Livorno e la Regione Toscana hanno il piacere di invitarla all’inaugurazione
della mostra “il PCI nella storia d’Italia 1921-1991”
che si terrà a Livorno, sabato 26 marzo 2011 dalle ore 16.00 alle ore 19
presso i Bottini dell’Olio, viale Caprera.
ore 17.30
Il Partito Comunista Italiano tra storia e memoria
parteciperanno:
Michele Ventura
Giovanni Gozzini
Silvio Pons
La mostra rimarrà aperta fino al 10 aprile tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 19.
Di seguito alcuni degli eventi che caratterizzeranno la mostra nel corso della sua esposizione a Livorno:
Recital di Cosimo Cinieri
“Lettere dal carcere di Antonio Gramsci”
regia di Irma I. Palazzo
Domenica 27 marzo ore 17,00, Bottini dell’Olio, Viale Caprera;
giovedì 31 marzo ore 17
La trasformazione dell’Italia nel secondo dopoguerra.
Incontro con Ermanno Taviani, Paolo De Simonis, Giancarlo Falco
Il Pci nella satira
Sergio Staino, Oriano Niccolai, Gianni Cuperlo
Sabato 2 aprile, ore 17,00, Bottini dell’Olio, Viale Caprera
Martedì 5 aprile, ore 17
Il più grande sindacato italiano e i suoi rapporti con il PCI
Incontro con Stefano Musso, Maria Luisa Righi, Alessio Gramolati. Coordina Catia SOnetti
Proiezione del film
Anch’io ero comunista”
e incontro con il regista, Mimmo Calopresti e Serafino Fasulo
Sala Kino Dessé
Giovedì 7 aprile ore 17,00, Sala Kino Dessé, Via dell’Angiolo 19
Venerdì 8 aprile, ore 17
I “rossi” amministrano la Toscana
Incontro con Marco Mannucci, Claudio Martini, Enrico Rossi. Coordina Vittorio Cioni
Domenica 10 apriile, ore 17
Il ruolo delle donne nei cambiamenti culturali e nelle scelte politiche del PCI.
Incontro con Lucia Motti, Marisa Rodano, Vittoria Franco.
Coordina Laura Bandini

“….siamo partiti su una nave....” è il titolo che quest’anno l’Istituto Stroico della Resistenza e della Società Contemporanea nella Provincia di Livorno ha dato all’iniziativa per il Giorno del ricordo 2011.
L’iniziativa realizzata con il sostegno della Provincia e del Comune di Livorno rappresenta un modo per discutere e riflettere su un pezzo di storia italiana ed europea che troppo spesso è stata preda delle banalizzazioni e delle interpretazioni ideologiche e prive di fondamento storico.
La questione dell’esodo istriano-dalmata oltre a evocare strani fantasmi e meccanismi di rimozione è diventato oggetto di strumentalizzazioni che necessariamente devono essere riportate all’interno di un dibattito storico e fondato.
Con questo spirito anche quest’anno l’ISTORECO ha voluto organizzare un momento di riflessione comune a cui invita tutta la comunità cittadina.
Giovedì 10 febbraio
ore 16.30
Palazzo Granducale
P.zza del Municipio, 4
Saluti delle autorità
Coordina:
Catia Sonetti
Direttore ISTORECO Livorno
Intervento di
Enrico Miletto
Istituto Storico di Torino

Pubblichiamo il programma delle iniziative che si svolgeranno nel mese di gennaio sia a Livorno che in Provincia in occasione della Giornata della Memoria.
(continua…)