
Una riflessione storico culturale sui testi e le teorie di Claudio Pavone, Storie, storiografie e autobiografie, si presenta come un bilancio storico e storiografico del ’900 che intende discutere sulla storia a partire dalla presenza di tante storie e tante letture degli stessi processi.
Un filo che si intreccia e che tiene unite nello stesso solco, tante biografie che hanno composto la storia e le narrazioni del secolo scorso.
Martedì 9 novembre · 16.00 – 19.30
ISTORECO – sala riunioni, 1° piano Via Marradi, 116

Lavorare senza gli altri? Il lavoro e il problema della solidarietà
Il titolo di questo mio intervento riprende e traduce il titolo di un recente libro della sociologa del lavoro Danièle Linhard: “Travailler sans les autres ?”
La tesi centrale dello scritto, supportata da inchieste sul campo, consiste nel dimostrare che la modernizzazione manageriale e tecnologica degli ultimi venti anni ha comportato un processo di rapida e devastante usura della solidarietà nella concretezza del vissuto del lavoro.
Qui starebbe una delle radici della catastrofe del lavoro e dei sui drammi.
Un mio recente tentativo di analisi dei suicidi sul posto di lavoro che si sono succeduti in Francia in questi ultimi anni tra operai professionali, tecnici, ingegneri e impiegati, ha consolidato l’ ipotesi della Linhard. (continua…)

Intervento di Massimo Raffaeli al convegno “Lavoro e Parole”
A partire da Volponi
“La grande industria e la sua scienza
non sono il premio per chi vince la lotta di
classe. Sono il terreno stesso di questa lotta”.
Mario Tronti, Operai e capitale
Parlare di scrittura e lavoro in Italia significa trattare necessariamente di autori che abbiano tematizzato la fabbrica neocapitalista, il cui primo testimone è Ottiero Ottieri con Donnarumma all’assalto che esce da Bompiani nel ’59, l’anno baricentrico del cosiddetto Miracolo economico. Il suo è il referto di uno choc ambientale prima che storico-sociale, cui dà alimento lo scenario meridionale, tanto più forte perché la precedente letteratura di ispirazione verista e poi neorealista non poteva che essere specchio di un’Italia agricolo-pastorale e artigianale.

Berlinguer è stato l’emblema di un nodo fondamentale della storia italiana. Dopo la Resistenza e la Costituzione via via si era sviluppato, durante la guerra fredda, un complesso gioco di equilibri interni e internazionali. Una democrazia incompiuta la quale però aveva garantito il progresso del paese. (continua…)

Fili Resistenti:la parola fili ricorda la fragilità ma rinvia anche ad un ordito, ad una rete di relazioni. E poi si sa, spesso i fili sono anche robustissimi, possono essere sottili ma non spezzabili.
Resistenti: i partigiani di ieri erano per l’appunto resistenti. Hanno resistito alla violenza nazifascista, al desiderio di nascondersi, di sottrarsi alle loro responsabilità, e si sono messi in gioco in prima persona, hanno rischiato e combattuto, e ci hanno regalato un’Italia libera e democratica. (continua…)

La Provincia di Livorno, l’ITG, la “Fornace Donati” e l’Istoreco di Livorno sono lieti di invitare la s.v. alla presentazione dell’ipertesto sulla Cava del Donati.
Si tratta di un lavoro costruito con un lungo percorso scolastico che ha visto coinvolti in prima persona, l’Istituto per Geometri di Livorno “B. Buontalenti”, la Provincia, la Facoltà di Geologia dell’Università di Siena, le organizzazioni sindacali di categoria e il sig. Donati con tutto il suo staff. (continua…)