Testi

  • Pino Ferraris. Lavorare senza gli altri?

    Pino Ferraris. Lavorare senza gli altri?

    Lavorare senza gli altri? Il lavoro e il problema della solidarietà

    Il titolo di questo mio intervento riprende e traduce il titolo di un recente libro della sociologa del lavoro Danièle Linhard: “Travailler sans les autres ?”

    La tesi centrale dello scritto, supportata da inchieste sul campo, consiste nel dimostrare che la modernizzazione manageriale e tecnologica degli ultimi venti anni ha comportato un processo di rapida e devastante usura della solidarietà nella concretezza del vissuto del lavoro.

    Qui starebbe una delle radici della catastrofe del lavoro e dei sui drammi.

    Un mio recente tentativo di analisi dei suicidi sul posto di lavoro che si sono succeduti in Francia in questi ultimi anni tra operai professionali, tecnici, ingegneri e impiegati, ha consolidato l’ ipotesi della Linhard. (continua…)

  • Massimo Raffaeli. A partire da Volponi

    Massimo Raffaeli. A partire da Volponi

    Intervento di Massimo Raffaeli al convegno “Lavoro e Parole”

    A partire da Volponi

    La grande industria e la sua scienza
    non sono il premio per chi vince la lotta di
    classe. Sono il terreno stesso di questa lotta
    ”.
    Mario Tronti, Operai e capitale


    Parlare di scrittura e lavoro in Italia significa trattare necessariamente di autori che abbiano tematizzato la fabbrica neocapitalista, il cui primo testimone è Ottiero Ottieri con Donnarumma all’assalto che esce da Bompiani nel ’59, l’anno baricentrico del cosiddetto Miracolo economico. Il suo è il referto di uno choc ambientale prima che storico-sociale, cui dà alimento lo scenario meridionale, tanto più forte perché la precedente letteratura di ispirazione verista e poi neorealista non poteva che essere specchio di un’Italia agricolo-pastorale e artigianale.

    (continua…)

  • “Lo avrai, camerata Kesselring…”

    Lo avrai
    camerata Kesselring
    il monumento che pretendi da noi italiani
    ma con che pietra si costruirà
    a deciderlo tocca a noi.
    Non coi sassi affumicati
    dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
    non colla terra dei cimiteri
    dove i nostri compagni giovinetti
    riposano in serenità
    non colla neve inviolata delle montagne
    che per due inverni ti sfidarono
    non colla primavera di queste valli
    che ti videro fuggire.
    Ma soltanto col silenzio del torturati
    più duro d’ogni macigno
    soltanto con la roccia di questo patto
    giurato fra uomini liberi
    che volontari si adunarono
    per dignità e non per odio
    decisi a riscattare
    la vergogna e il terrore del mondo.
    Su queste strade se vorrai tornare
    ai nostri posti ci ritroverai
    morti e vivi collo stesso impegno
    popolo serrato intorno al monumento
    che si chiama
    ora e sempre
    RESISTENZA

    Piero Calamandrei

Ilio Barontini

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